Castelli Torri e Dimore dei Nobili di Sicilia, origini, descrizioni, immagini, bibliografie e un efficiente motore di ricerca.  


Castelli di Sicilia Ultimi inserimenti


Castello  di Sicilia Più visti
La Baronessa di Carini..
Castello di Carini..
Castello di Salemi - fotografie..
Castello di Motta - La leggenda di Ja..
Castello della Zisa..
Un decalogo sull'uso corretto dei cas..
Castello di Maniace - La pantofola de..
Castello di Salaparuta..


Sicilia Più Votati
Castello di Salemi - Video..
Castello di Salemi - fotografie..
Castello di Salemi..
Castello di Carini..
Castello di Mussomeli..
Castello di Sperlinga..
Castello di Bauso..
Castello di Caccamo..
Google




Castellammare

Free Desktop Wallpaper
Gratis 550 sfondi originali da foto ed elaborazioni per il desktop del tuo computer, visita la Gallery.

Castello di Alcamo

Castello di Castellammare

Stradina di Erice

Castello di Salemi

Castello di Baida

Il Trovatore, motore di ricerca italiano
 
Bibliografie        

Castelli                

Chiese            

Conventi      

Dimore Storiche  

Documentari  

Eventi  

Notizie        

Rassegna Stampa    

Risorse Online  

Storie e Leggende  

Torri  


CASTELLI E TORRI
SENTINELLE DI PIETRA



Castello di Santa Lucia del Mela
La storia dei castelli e delle torri, in Sicilia racconta della lotta tra poteri.

Quando diciamo "castello", la fantasia porta ad evocare un universo fantastico e meraviglioso popolato di dame e cavalieri, di assedi e di duelli, di amori e di delitti, di veleni e tradimenti.

Nelle pietre dei castelli sono incisi secoli di storia. La Sicilia, di castelli, ne vanta tanti perché tanti sono gli invasori che si sono succeduti, e che con gli edifici hanno lasciato un segno del loro passaggio.
Sono oltre duecento quelli sopravvissuti, e già un tale numero la dice lunga sulla longevità e sulla particolare struttura che il feudalesimo assunse in Sicilia.

Se durante il regno normanno i castelli sono poco più che singole torri cintate da un muro, grandiose e raffinate sono le regge costruite dagli Altavilla, con quel Ruggero che conquistò la Sicilia agli Arabi e fondò il Regnum Siciliae, nel 1130.
Ago della bilancia in tutta la storia castellana dell'isola è la lotta tra Baronaggio e Corona, che si rifletterà sul numero, la grandezza e l'importanza degli edifici.
Così, se sarà il XIV il secolo d'oro dei castelli dei ricchissimi baroni siciliani (i Ventimiglia, i Chiaramonte, i Peralta), complice la debolezza della casa d'Aragona, è stato il Duecento con Federico II di Svevia e il genio costruttivo di Riccardo da Lentini a vedere l'erezione di un grandioso sistema di fortificazioni che annovera i più bei castelli regi del Duecento italiano.

Alcuni furono costruiti ex novo, altri nacquero dal riadattamento di strutture precedenti, come quello di Milazzo, in provincia di Messina.
Per restare sulla costa tirrenica del Messinese, uno splendido colpo d'occhio lo offre il castello feudale normanno di Caronia, tuttora abitato: assai ben tenuto, è racchiuso in un recinto con torri e vanta una splendida chiesetta. Tornano invece a portare la firma del grande imperatore svevo il castello di Santa Lucia del Mela, nell'entroterra, e, sulla costa ionica, quello di Scaletta Zanclea, dal magnifico dongione.
Castello di Montalbano
Anche quello di Montalbano, sui monti Nebrodi, rientra nel grande progetto federiciano di dotare la Sicilia di "circuiti forti" a difesa del territorio. Edificato nella forma attuale tra il 1302 e il 1311, è l'unico esempio riconosciuto, nell'isola, di palazzo residenziale trecentesco.

Lasciamo il Messinese ammirando la suggestiva rocca di capo Sant'Alessio, arroccato come un nido d'aquila sull'omonimo promontorio, con la parte antica medievale a strapiombo sullo Ionio.

Nero per i suoi conci lavici contro il mare blu cobalto, alle porte di Catania si staglia l'imponente castello di Aci. Ed  è proprio qui, sulla costa ionica, che Federico crea i suoi gioielli, unici per l'originalità delle concezioni volumetriche rispetto agli edifici di età normanna. Uno è il castello Ursino di Catania, che nel XIV secolo fu la residenza dei reali aragonesi. Spostandoci nell'entroterra, ecco il dongione di Paternò, il più grande dell'isola, attribuito a Ruggero il Normanno: dalle gigantesche bifore aperte forse da Federico II che vi soggiornò a più riprese, si ha un panorama mozzafiato sull'Etna e sulla piana di Catania. A fargli il paio, la vicina torre di Adrano: molto simile per tipologia, è anch'essa una creatura di Ruggero il Gran Conte (1073), pur se quello che vediamo è forse un rifacimento trecentesco.
Avanziamo verso il mare e di quattro secoli di storia, con la fortezza di Brucoli, nel Siracusano, il cui nucleo originario costruito tra il 1462 e il 1467 venne munito di bastioni e di torri angolari nel XVI secolo, a difesa dai corsari. Ma a dominare la scena ionica è ancora Federico; più oltre, infatti, incontriamo altri due capolavori del grande imperatore svevo. Si tratta del fortilizio di Augusta, a pianta quadrata con torri quadrate agli angoli; e del castello Maniace di Siracusa, che differisce dal precedente per le torri che qui sono rotonde. Per quanto notevolmente alterato, l'edificio conserva quasi integra la struttura esterna duecentesca.

In tanta severità costruttiva, una nota di dolce eleganza e bizzaria la fornisce il castello di Donnafugata, presso Ragusa: assai più recente perché edificato nella seconda metà dell'Ottocento dal barone Corrado Arezzo, anche se incorpora costruzioni preesistenti. È un misto di gotico veneziano, nelle bifore sormontate da trine e rosoni, e di stile tardo-rinascimentale nei massicci torrioni.
Il lussureggiante parco (con tempietto, fontane e una "coffee-house" con logge e colonne ioniche), unitamente alla ricca sequenza degli ambienti del piano nobile lo rendono la più grande e raffinata dimora patrizia di campagna della Sicilia sud-orientale.
Torre di Federico (Enna)
Entrando nel cuore dell'isola, in quel di Enna, da sempre la più potente piazzaforte dell'interno, fu Federico II d'Aragona a restaurare la svettante torre ottagonale che presenta caratteri dell'architettura federiciana, mentre il poderoso Castello di Lombardia, risalente agli imperatori svevi, venne sensibilmente modificato da Federico III d'Aragona, che lo scelse a propria dimora. Ottimamente conservato, occupa con la sua pianta irregolare l'intera vetta del colle.

Nell'Ennese, spettacolare la fortezza di Sperlinga, scavata in una rupe dei monti Nebrodi. Qui, durante la guerra del Vespro (1282), si rifugiarono gli Angioini e per tredici mesi il castello oppose strenua resistenza alle armate dei ribelli siciliani. Un sanguinoso capitolo di storia sicula, i Vespri, che ha segnato una tappa importante nella storia castellana dell'isola, perché da inizio a un progressivo sviluppo del potere economico dei baroni.

Ma è alla fine del Medioevo, quando il castello viene a perdere la sua funzione difensiva, che assistiamo alla loro trasformazione in palazzi. A cominciare da Castelbuono, Caccamo, Carini, grandi monumenti che ci parlano della potenza baronale palermitana.

Il primo appartenne da sempre alla famiglia dei Ventimiglia, che lo rifondò nel 1316. Oggi, la sua cappella di Sant'Anna, decorata con stucchi, appare come la più grande e sontuosa di tutti i castelli feudali siciliani. Sconosciuta è invece là data di fondazione del castello di Caccamo, il maniero feudale più grande dell'isola; ma a cominciare dal 1094, data in cui si hanno le prime notizie, le vicende che lo hanno visto protagonista costituiscono una vera e propria pagina di storia siciliana: rifugio di Matteo Bonello e dei congiurati della rivolta dei baroni del 1160-61, confiscato dalla Corona, ampliato nel 1300 da Manfredi I Chiaramonte, ulteriormente fortificato alla fine del secolo da Giaimo de Prades e trasformato in palazzo dagli Amato, nel XVII secolo.

Eroici assedi ma anche infelici tresche. Come "l'amaro caso della baronessa di Carini", la storia del duplice omicidio, tramandato ai posteri in un poemetto in vernacolo siciliano, che ha consegnato il castello alla leggenda popolare. Fu lì, in quelle stanze, alte sull'omonimo golfo, che il 4 dicembre del 1563 si consumò l'eccidio di Laura Lanza e del suo amante Ludovico Vernagallo, uccisi per mano del padre di lei, don Cesare Lanza, e del marito. Due anni dopo Vincenzo II La Grua, che si era risposato subito, diede l'avvio alla trasformazione dell'edificio in palazzo, facendo apporre su di una trave il motto "Et nova sint omnia", che non chiarisce però se i lavori si fossero resi necessari per risanare l'edificio malconcio o, come vuole una tradizione romantica, per cancellare l'aspetto del maniero che era stato teatro di una vicenda d'amore e di sangue.

Tappa d'obbligo è Erice, l'antica città fortificata alle spalle di Trapani, dove la turrita cinta triangolare racchiude il castello di Venere (XII-XIII secolo) e quello del Balio (XII secolo). Ancora nel Trapanese spiccano il castello di Alcamo, proprio nel centro abitato: costruito molto probabilmente dal conte Raimondo Peralta sotto Pietro II d'Aragona, richiama atla mente la struttura dei castelli regi siciliani del XIII secolo; e quello di Salemi, provvisto di due torri quadrate e una cilindrica, quest'ultima eretta da Federico II di Svevia.
Castello di NaroIndomiti costruttori o "trasformatori" di manieri in terra agrigentina furono i Chiaramonte. Sono lì a ricordarlo la massiccia mole del castello di Naro, d'origine normanna ma più volte rifatta e ampliata (la grande torre mastia fu voluta da Federico II d'Aragona nel 1330) e quello di Montechiaro, l'unico dei castelli chiaramontani fatto costruire in vista del mare.
Venne ribattezzato così per cancellare l'uscita di scena dei Chiaramonte, all'indomani della decapitazione di Andrea (1392), l'ultimo discendente che naveva osato opporsi alla restaurazione del potere regio.
Ma è forse a quello di Mussomeli, fatto erigere da Manfredi III nel 1370, che spetta la palma del più ardito maniero feudale dell'isola: i suoi corpi di fabbrica, disposti su quote diverse, sembrano creare un tutt'uno con il magnifico sperone da cui emergono, che s'innalza isolato nella campagna di Caltanissetta, provincia disseminata di castelli. Tant'è che il nome stesso della città vuol dire in arabo "castello delle donne".

Castelli di Sicilia febbraio 2005




Castelli di Sicilia

NOTE IMPORTANTI
Questo sito è il complemento ideale del sito Famiglie Nobili di Sicilia, di informazione Araldica sulle Nobili famiglie siciliane.
Come quello, anche questo per il tramite di schede le cui fonti di informazione sono le più diverse, intende permettere a quanti sono interessati di stabilire relazioni e confronti tra: edifici di rilievo (Castelli, Torri, Conventi, Chiese), di cui l'Isola è particolarmente ricca, e le Nobili Famiglie che nel tempo ne hanno permesso la realizzazione.

Il database è in continua formazione e correzione per facilitare la consultazione agli utenti e fornire informazioni sempre più pertinenti ed attendibili.
Omissioni inesattezze ed integrazioni possono essere segnalate al webmaster all'indirizzo Webmaster@CastellidiSicilia.Com.

L' utente può modificare le Skin e gli stili del portale per una migliore visualizzazione.

Layout
Skin 1 | Skin 2

Style
Standard | Stile 1 | Stile 2 | Stile 3 |

I siti del Network
Famiglie Nobili di Sicilia | Castelli di Sicilia Castellammare | CastellammareOnline.com


Famiglie Nobili di Sicilia !

Castles on the Web

 
Informazioni
Castelli di Sicilia
Obbiettivi
Contattarci
Politica della Privacy
Il Network


Consigli
Castelli di Sicilia
by La Rocca
...



Forums
Prova Forum
14/09/2013 12.13.28 di larocca





Guida di Palermo

Izzyweb.it

Hotel Rimini

Hotel Rimini

Turismo per Caso

Vendita case

Glo-Con Real Estate Listings.

http://www.glo-con.com/
Glo-Con.com is a full-range, multi-lingual directory service for real estate and property rentals worldwide.


Copyright ©2007-2008 CastellammareOnline, ASPapp.com