Progetto METAFORA

Torre Doria - Scopello

METAFORA      Mediterranean Towers and Fortresses: Oriented Revitalisation Actions

 

Castello di Castellammare del Golfo

 

 

 

STORIA

La costa Nord occidentale della Sicilia e Castellammare del Golfo in modo particolare, rappresenta un luogo di lettura ideale della complessità dei rapporti tra il mare e la terra, e degli equilibri e dei conflitti che ciascuno dei due elementi, ha determinato nel corso dei millenni.
Ripercorreremo quindi seppure per grandi linee la storia di questo territorio:
dalla preistoria agli Elimi ed ai Romani per concentrarci, al cessare della presenza Araba, sul  centro edificato, sulle testimonianze storiche intorno alla costruzione delle loro difese, i castelli, le torri, le mura e infine la successiva espansione fuori le mura.


La Preistoria

Lungo le coste della Sicilia Nord occidentale e nelle isole minori, sin dalla più remota preistoria inizia l'occupazione delle grotte del litorale, i cui abitanti, soprattutto nel mesolitico (circa 8.000 anni a.C.), vivevano su un sapiente ed equilibrato sfruttamento di risorse terrestri e marine.

Ma tra il neolitico finale e l'eneolitico (V - IV millennio a.C.) si crea una dicotomia tra popoli della terra (o meglio della montagna) e popoli del mare. 
Ciò si ricava dai dati raccolti in seguito agli scavi ed alle ricognizioni effettuate nelle grotte del Monte Inici.

Qui dal lato di levante, è presente un ricco ed articolato dedalo di grotte di origine carsica legate al fenomeno termale. Tali grotte hanno uno sviluppo interno di alcune migliaia di metri e conservano in molteplici punti segni evidenti della presenza umana sia preistorica che medievale.

La sequenza culturale finora identificata, va dal neolitico medio (facies di Stentinello) all'eneolitico medio (facies di Serraferlicchio), a giudicare dai reperti ceramici raccolti e dalle datazioni al radiocarbonio effettuate sui campioni di carbone prelevati nel corso degli scavi.

L'interesse per la Grotta è dato dal perfetto stato di conservazione del deposito che appare incontaminato da quando l'ultimo abitante preistorico ne calpestò il suolo. 

Per la prima volta è possibile studiare nel suo divenire millenario una comunità cavernicola la cui conoscenza riveste ancora più importanza poichè situata in un ambiente che pur non lontano dal mare per l'altezza e la morfologia dei luoghi è da definire senz'altro montano.

Si nota, la presenza di una ricca serie di ceramiche finemente decorate da incisioni secondo gli stili di Stentinello (neolitico) e San Cono - Piano Notaro (eneolitico) e da pittura secondo gli stili di Serraferlicchio e del Conzo (eneolitico), e una ricca industria su osso (aghi, punte e spatole) nonchè un'articolata industria litica in selce ed ossidiana. La presenza del tipico vetro vulcanico liparota fa ritenere che questa comunità non era del tutto estranea a ciò che circolava sulla costa. traendo benefici dai contatti trasmarini.

I dati fin qui raccolti, combinati con ciò che già era affiorato dagli scavi alla Grotta dell' Uzzo, permettono di delineare la prima pagina di storia di questo territorio, legata alla scoperta dell'agricoltura e al conseguente abbandono del sistema venatorio di sussistenza. 

Dopo le prime fasi di sperimentazione agropastorale, l'allevamento iniziò ad avere un ruolo preminente tra le comunità neo-eneolitiche della Sicilia (tra il V ed il III millennio a.C.) generando la separazione  tra popoli del mare e popoli della montagna.

Al mare ci riportano le testimonianze più recenti ed in particolare quelle probabilmente riferibili ad una città menzionata nelle fonti e non ancora individuata in quanto a localizazzione con certezza: Cetaria.

Le fonti storiche parlano di questo insediamento cresciuto in periodo classico ed ellenistico sulla costa settentrionale della Sicilia, particolarmente dedito alla attività di pesca e trasformazione del pescato. 

Si è pensato di identificare tale città con un centro archeologico localizzato sulla costa tra Guidaloca e Scopello, dove, tra l'altro sono stati identificati i resti di alcune fornaci e in mare, presso la spiaggia di Guidaloca, i resti del relitto di una nave da carico, che portava colonne ed elementi architettonici in pietra, databile forse ai primi secoli dell'era cristiana.

 

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