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VoceCastelliProvincia di Trapani Erice
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CASTELLO DI ERICE (Erice - Trapani)

Castello di EriceUbicazione: spigolo sud di monte Erice.
Localizzazione storica: Val di Mazara.
Cronologia delle principali fasi storico-costruttive:
XII (ante 1185) - costruzione o ricostruzione del castello.
XVII - il castellano Antonio Palma, sostituendo il vecchio ponte levatoio, costruisce l'attuale cordonata a gradini, colmando cosi la distanza tra le parti dell'antica fortezza - Adragna 1961, p. 3.
XIX (seconda metà) - pesanti interventi di restauro e ricostruzione ad opera di Agostino Pepoli.
Notizie storiche:
1150 ca. - Idrisi così descrive Erice, chiamata in arabo Gabal Hamid: "E' montagna enorme, di superba cima e d'alti pinnacoli, difendevole, ripida; ma al sommo di essa stendesi un terreno pianeggiante da seminare, abbonda d'acqua. Havvi una fortezza che non si custodisce nè alcuno vi bada"- Idrisi, in Amari 1880-81,1, p. 80.
1185 - il viaggiatore arabo-spagnolo Ibn Giubayr segnala l'esistenza del castello: "Sulla rupe è un fortilizio dei Rum al quale si passa dalla montagna per un ponte ... La salita è agevole da un lato soltanto; e però pensano i Cristiani che da questo monte dipenda, se Dio vuole, il conquisto dell'isola e non v'e modo che vi lascino salire un musulmano. Per lo stesso motive hanno munito benissimo questo formidabile fortilizio. Al primo romor di pericoli, vi metterebbero in salvo le donne; taglierebbero il ponte ed un gran fosso li separerebbe da chi si trovasse nella contigua sommità del monte" - Ibn Giubayr, in Amari 1880-81,1, p. 166.
XIII - castello demaniale.
1355 - Mons sancti Juliani cum castro mediterraneo alias dictus mons Trapani - Librino 1928, p. 208.
1356 - terra e castello - Cosentino 1886,p. 111.
XV - XVIII - terra e castello demaniali.
Castello di EriceProprietà attuale: pubblica (Comune).
Uso attuale: nessuno.
Stato di consistenza: complesso architettonico conservato nelle parti principali.
Impianto planimetrico: articolato, a pianta irregolare.
Rapporti ambientali: il castello sorse su una rupe isolata del monte, ove si trovavano i resti del celebre santuario di Venere ericina. Difeso da rupi vertiginose, il sito è accessible solo dal lato dell'abitato, in origine mediante il ponte levatoio o comunque mobile ricordato da Ibn Giubayr. La parte più interna del complesso fortificato fu preceduta da una corte murata e munita di torri, oggi nota come 'torri del Ballio', che costituì la basse cour o 'baglio' del castello. L'attuale separazione fra le due parti del castello (appunto, il così detto castello di Venere' e le cosi dette torri del Ballio') è dovuta agli interventi ottocenteschi di restauro voluti dal conte Pepoli.
L'iconografia storica del castello dimostra senza dubbio alcuno che le 'torri del Balio' altro non erano che la corte avanzata o 'baglio' del castello, precedendo il nucleo piu interno e maggiormente fortificato, oggi chiamato, con definizione turistica, 'castello di Venere". Torri del Ballio' e 'castello di Venere" sono quindi parti dello stesso complesso fortificato.
Castello di EriceDescrizione: il nucleo più interno del "castello di Venere' è preceduto dalla basse cour protetta da un un circuito murario a pianta rettangolare molto allungata con tre torri, pesantemente restaurate e in parte ricostruite dal Pepoli.
L'ingresso del 'castello di Venere', ad arco ogivale, è sovrastato dallo stemma degli Asburgo di Spagna; sulla medesima parete si apre una bifora e su di essa sporge una caditoia di lastroni calcarei: questi ultimi elementi potrebbero essere, almeno in parte, frutto di restauri ottocenteschi, cosi come le merlature ghibelline.
Il 'castello di Venere' consta di una vasta cinta muraria di perimetro irregolare, adattata alia topografia del sito. Il complesso edilizio principale sorge sul lato della cinta che guarda verso il centro abitato; altri ambienti di destinazione incerta si aprono sulla corte centrale. Scavi degli anni '30 hanno messo in luce i resti di una chiesetta.





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