CASTELLO DI AIDONE (Aidone - Enna)
Il castello si trova ubicato alla periferia nord del centro abitato su di un
altopiano a quota m 889 s.l.m., al termine della via Castello.
Il sito del castello si trova in posizione elevata rispetto all'abitato che si è
sviluppato in direzione sud nell'area sottostante; le caratteristiche
orografiche della località hanno fatto si che il castello rimanesse in una
posizione distaccata e distinta dal resto dell'abitato.
Dall'altura su cui si ergeva è possibile abbracciare la panoramica circostante a
360°: dal castello si controllava visivamente, quindi, una vasta porzione di
territorio.
Nel 1154 - in un diploma della cattedrale di Messina, viene menzionato un
Pascal miles de Aydone; tale cognomen toponomastico attribuito ad un
miles costituisce indizio dell'esistenza di un castrum.
Nel 1183 - compare in un diploma tale Enricus miles de Aidon.
Nel 1194 - l'esistenza dell'abitato fortificato di Aidone trova conferma anche
in un verso di Rambaid de Vaqueiras che ricorda la presa di Aidò da parte delle
truppe imperiali.
Nel 1255 - Pietro Ruffo conte di Catanzaro, governatore di Sicilia e Calabria
per conto di Manfredi, pone l'assedio ai centri che a lui si ribellano e tenta
di espugnare Aidone, ma si trova ben presto costretto a togliere l'assedio alla
città che vede intervenire in suo soccorso anche i piazzesi e i nicosiani.
Nel 1257 - Manfredi Chiaramonte, che era stato infeudato di Aidone, lo permuta
con il castello di Sperlinga in favore di Enrico Rosso che assume il dtolo di
conte di Aidone.
Nel 1299 - Aidone è documentata come centro fortificato.
Nel 1555 ca. - Aidone è ricordata come terra Aydoni cum castro.
Nel 1575 - Perrono Gioeni de Termis entra in possesso della terra di Aidone.
Nel 1574 - viene ricordato il castrum di Aidone.
Nel 1411 - nel castello dimorò la regina Bianca di Navarra.
Nel 1648 - in una descrizione anonima della città risulta che il castello si
trovava in cattive condizioni a causa dell'abbandono e dei numerosi terremoti
che si erano succeduti; rimanevano solo due stanze ed un cortile per i carcerati
e l'abitazione del custode.
Nel 1695 - il terremoto che si abbattè su tutta la Val di Noto dovette causare
la completa rovina del castello.
Descrizione: ben poco rimane del complesso che certamente doveva occupare una
superficie alquanto vasta, come mostrano i tratti di muratura emergenti lungo la
strada di circonvallazione del sito.
In direzione est rimane una porzione di muro con un varco d'ingresso, mentre una
quantità più consistente di muratura, ridotta a cumulo di rovine, è lo scenario
che si presenta al visitatore che raggiunge il sito dall'attuale Salita
Castello. Singolare è la disposizione di tali resti che presentano la rotazione
di circa 90° di una porzione di muro: dalla disposizione di tali ruderi si può
evincere che il castello venne distrutto molto probabilmente da un evento
catastrofico, verosimilmente il terremoto del 1693.
La muratura è del tipo 'a sacco' con due paramenti murari in conci con ricorsi
regolari; tra i pochi resti rimangono delle porzioni d'angolo dove si osserva
l'impiego di pietrame squadrato a definizione del cantonale.
I resti fuori terra non consentono una lettura ricostruttiva dell'impianto.
La proprietà attuale è pubblica (Comune).
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