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VoceCastelliProvincia di Enna Piazza Armerina
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CASTELLO ARAGONESE DI PIAZZA ARMERINA (Piazza Armerina - Enna)

Castello di Piazza ArmerinaUbicazione: piazza Castello, quartiere Monte.
Localizzazione storica: Val di Noto.
Cronologia delle principal! fasi storico-costruttive: le origin! del castello non sono documentate; I'analisi stilistica e tecnico-costruttiva suggerisce però che esso sia stato costruito nel XIV secolo. Nigrelli, sulla scorta di Amico, ne attribuisce l'erezione a re Martino I e la colloca tra il 1392 e il 1396. Non si è trovata alcuna documentazione su eventuali interventi di ricostruzione, restauro o ripristino: si sa tuttavia che dopo il 1812 il castello venne adibito a carcere e in seguito alia nuova destina-zione vennero operate alcune trasformazioni al piano terra.
Notizie storiche:
1090 - Piazza è attestata come Platia oppidum - Pirn 1733, p. 585.
1148 - è documentato uno Jozo de Plaza, nella cerchia degli Aleramici (Garufi 1910, p. 81, doc. VIII): potrebbe essere il beneficiario del suffeudo di Piazza o un semplice miles castri -Maurici 1992, p. 348.
1150 ca - Idrisi ricorda Piazza come hisn, "valido fortalizio, dal quale dipende un vasto contado, con terre da seminagione benedette [da Dio]" -Amari 1880-81,1, p. 102.
1154 - è ricordato un Bartolomeo de Plaza, castellano di Siracusa - Garufi 1910, p. 82, doc. IX.
1161 - Falcando ricorda la distruzione dell'antica Piazza, nobilimmum oppidum Lombardorum, da parte di Guglielmo I (Falcando, p. 73). Il problema dell'ubicazione dell'abitaro di Piazza nel XII secolo resta ancora aperto. La tradizione locale vuole che sorgesse nel luogo detto 'Piano Marino', a poca distanza dalla citta attuale che si sarebbe sviluppata dopo la distruzione del 1161. Al Piano Marino esistono anche scarsissimi ruderi detti 'castello di Ruggero'. La tradizione - senza dubbio verisimile - non ha trovato però fino ad ora conferme archeologiche certe (cfr. Maurici 1992, p. 348).
XII (seconda meta) - secondo la tradizione locale, dopo la distruzione dell'antica Piazza la citta viene ricostruita nell'attuale sito, sul colle Mira.
XIV (fine) - secondo Vito Amico il nuovo castello venne edificato al tempo di re Martino (1392-96), nel luogo gia occupato da un cenobio di frati france-scani - Amico 1855-56, II, p. 354.
1396 - Giovanni Suriano, cavaliere del Santo Sepolcro e priore di Sant'Andrea, ottiene da re Martino I la nomina a castellano - Nigrelli 1983, p. 84.
1421- re Alfonso il Magnanimo concede in baronia la terra di Piazza al fratello Pietro - Amico 1855-56, II, p. 352.
1438 - alla morte di Pietro la città ritorna al regio demanio e re Alfonso concede la castellania di Piazza ad Alfonso de Cardines - Nigrelli 1983 p. 84.
1812 - il castello viene destinato a carcere - Drago Beltrandi 1956, p. 130.
1876 - a seguito della decisione della Corte di Appello di Palermo gli eredi Cardines vennero riconosciuti proprietari del castello di Piazza e affittarono i locali al governo regio che continuò a mantenere le prigioni - ibidem.
XX (seconda metà) - il castello non è piu adibito a carcere e viene venduto a nuovi proprietari.
Proprieta attuale: privata.
Uso attuale: parzialmente utilizzato come deposito.
Stato di consistenza: complesso architettonico conservato nelle parti principali.
Impianto planimetrico: pianta rettangolare con corte centrale.
Piazza ArmerinaRapporti ambientali: il castello si trova sul versante meridionale del colle Mira, a sud-ovest dell'antico nucleo medioevale della citta. Il prospetto settentrionale delimita 1'area della piazza castello dove si trovano numerosi edifici di rilievo architettonico; i fronti meridionale ed occidentale sono inseriti nell'abitato circostante; il prospetto orientale si affaccia sul declivio del colle in posizione dominante rispetto all'abitato sottostante.
Descrizione: la regolarità dell'impianto planimetrico, si riflette nella configurazione volumetrica unitaria di un blocco parallelepipedo con quattro torri angolari posto su un terrapieno scarpato. Il complesso consta di due corpi longitudinali uniti trasversalmente; il corpo meridionale ha una profondità inferiore di quello opposto che presenta una serie di ambienti in successione, alcuni dei quali risultano oggi privi di copertura; al corpo meridionale, inoltre, sono state addossate delle superfetazioni da mettere in relazione con l'uso carcerario. Nel prospetto meridionale, in cui si individuano numerosi interventi di epoca successiva alla fondazione, si trova 1'unico accesso al castello. Alcuni studiosi ipotizzano l'esistenza di altri ingressi e posterle di cui pero non sembra sussistere traccia. Gli altri prospetti, più compatti, sottolineano il carattere difensivo della costruzione. Le superfici murarie si presentano lineari, realizzate con conci di pietra disposti per ricorsi regolari e prive di apparati decorativi. Il complesso si trova oggi in cattivo stato di conservazione e necessita di interventi di restauro.
 



Anaor Visto: 220
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CASTELLO DI ANAOR (Piazza Armerina - Enna)

L'insediamento è da ubicarsi presumibilmente nella zona est di monte Navone: quest'ultimo è raggiungibile percorrendo la strada statale da Piazza Armerina in direzione di Gela; al bivio per Barrafranca, imboccare la strada per monte Navone.
I resti dell'abitato e del fortilizio medievale si collocano nell'ambito del sito archeologico di monte Navone. Il monte (m 734) si erge isolato e ripido, di forma allungata in senso est-ovest e presenta due pianori sommitali: il primo, più vasto ed elevato, ad est; il secondo, meno alto e spazioso, ad ovest.
L'area archeologica è da riferirsi in origine ad un insediamento indigeno grecizzato, con successive frequentazioni in età bizantina e medievale.
La località è attestata nella prima età normanna ed è probabile un suo spopolamento piuttosto precoce.
Nel 1065 - Malaterra ricorda la località con il nome di Anator, colà o nei pressi (apud Anator) si fermò il conte Ruggero (hospitium sumpsit} dopo una scorreria contro i musulmani condotta fin nel territorio di Butera -Malaterra, II, XXXII, p. 42.
Nel 1095 - Anaor è registrata tra le principali località abitate della diocesi di Siracusa in un diploma di papa Urbano II - Pirri 1733,1, p. 618.
Nel 1558 - "a due miglia da Piazza Vecchia segue Nauni, un colle isolato sulla sommità si calpestano i numerosi resti di un centro fortificato certamente distrutto ma tuttora sconosciuto" - Fazello I, X, I, p. 473.
Nel 1757 - "il monte Nauni, dove notano gli scrittori essere stato un tempo un villaggio, a parer mio Anaor e Meneo forse Mauroneò" - Amico 1855-56, I,
pp. 92-93.
Intorno al castello, in vari settori del monte, si conservano resti dell'abitato medioevale. Dalla località si domina la valle del torrente Braemi ed è in vista del sito archeologico di monte Manganello.
I resti del castello e l'intero sito archeologico si collocano in un'area interessata da un intenso intervento di forestazione.
Descrizione: le fasi medievali dell'abitato sono stati oggetto di campagne di scavo sistematiche, ad eccezione di qualche isolato saggio che ha interessato tutta la stratigrafia fino alla roccia.
L'edificio medievale identificabile come castello non supera in elevato i 2 m ed è costruito in piccoli conci legati con malta.
La proprietà attuale è pubblica.



Piazza Armerina sequenza di foto - Video by shark94015 Visto: 114
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Torre di Gatta Visto: 227
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TORRE DELLA GATTA (Piazza Armerina - Enna)

Ubicazione: contrada Gatta, 3 km in linea d'aria a sud-ovest di Mirabella Imbaccari. Vi si puo arrivare o da Gela o da Piazza Armerina, prendendo la strada a scorrimento veloce Gela -Piazza Armerina - Valguarnera (centrale sicula 117 bis, ora detta 'dei due mari'); al km 61,1 si prende il bivio per Mirabella Imbaccari e, dopo circa 5 km sulla sinistra, si percorre un braccio di poche decine di metri che porta alia torre.
Localizzazione storica: Val di Noto.
Cronologia delle principali fasi storico-costruttive: dal momento che il castrum è ricordato per la prima volta nel 1340 e che fino al 1310 Gatta era il nome di un semplice casale, è ipotizzabile che il fortilizio sia stato edificato fra 1310 e 1340. Probabili restauri nel XVI secolo.
Notizie storiche:
1308 - 1310 - il casale della Gatta è ricordato dalle rationes decimamm - Sella 1944, p. 80.
1340 - è documentato un castrum, gia in possesso di Matteo Palizzi ed incamerato dal vicario Giovanni di Randazzo - Michele da Piazza, p. 76. XV11I (seconda metà) - Vito Amico (I, p. 489) ricorda 1'esistenza di una torre.
Proprietà attuale: privata.
Uso attuale: in abbandono.
Stato di consistenza: resti inglobati in struttura successiva.
Impianto planimetrico: torre a pianta quadrata, dentro recinto quadrangolare.
Rapporti ambientali: la costruzione, legata probabilmente alia difesa del centro abitato che diede poi vita a Mirabella Imbaccari, sorge a m 466 s.l.m. su un rilievo articolato, delimitato ad est dalla vallata in cui scorre il torrente della Gatta e, a nord e a sud, da due valli in esso confluenti.
Descrizione: la parte originaria è costituita da una torre a pianta quadrata (8 m per lato) con gli spigoli orientati verso i punti cardinali. La muratura è in blocchetti irregolari inzeppati con frammenti di tegole e cementati con malta di calce. Lo spessore dei muri, che si conservano per un'altezza massima di circa m 3,50, e di circa m 1. La torre era a due piani, come dimostra quanto resta a pianoterra dei quattro piedritti angolari di una volta a crociera. La porta di accesso, poi parzialmente murata, si trovava nel muro sudorientale; su di essa, nel piano superiore, si apriva una finestra. Non molto dopo, come sembra indicare la tecnica di costruzione simile alia precedente, la fortificazione fu ampliata con un recinto a pianta quadrata (m 50 x 50) alto m 4 ed orientato come la torre. Questa fu inserita al centro del lato di sud-est senza farla sporgere fuori della recinzione, cosi che restò dentro la corte. L'acqua veniva raccolta in una cisterna in roccia, presso l'angolo occidentale del cortile, della quale sono visibili l'imboccatura a fior di terra ed il collo. Nel XVI secolo il recinto fu consolidato con robusti e ben articolati cantonali a bugne e, nel lato nord-est di esso, furono costruiti un portone, ad arco a tutto sesto ed una finestra rettangolare. Anche all'interno della corte si hanno testimonianze di costruzioni a bugne coeve: una robusta ma stretta porta ad arco a tutto sesto nel lato nord-est ed una porta architravata in quello nord-ovest. In questo medesimo posto ed in età non molto anteriore alla costruzione della torre, dovette esservi una chiesa. Essa è attestata dalla presenza di resti di colonne a rocchi (0,40 m) lisce con leggera entasi.
Una colonna, inglobata nel muro interno nord-orientale della corte, si rifà all'ordine dorico, ma ha il collarino a gradini. Un'altra, sempre nel lato nord-occidentale, è utilizzata come sostegno di un tetto moderno. Il suo capitello riecheggia 1'ordine ionico, pero ogni voluta è, nel senso della lunghezza, bipartita da una strozzatura e 1'echino reca, a rilievo molto basso da una parte, una maschera demonica vista di fronte e, dall'altra, due colombe di profilo volte in direzioni opposte. Lo state di conservazione della costruzione è pessimo.
 





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