CASTELLO DI PIETRAPERZIA (Pietraperzia - Enna)
Ubicazione: il centra abitato si raggiunge uscendo dallo svincolo per
Pietraperzia dalla strada a scorrimento veloce Caltanissetta-Gela; il castello è
ubicato sulle quote più alte della cresta rocciosa che domina il paese; il suo
ingresso e in via San Francesco 1.
Localizzazione storica: Val di Noto.
Cronologia delle principali fasi storico-costruttive:
XI (1091) - secondo la tradizione, Abbo I Barresi, vassallo della casata degli
Aleramici, avrebbe costruito il castello su concessione di Ruggero gran conte;
la notizia manca di un sicuro riscontro documentario.
XIV - Abbo IV Barresi avrebbe restaurato il castello distrutto parzialmente in
seguito all'assedio posto nel 1293 da Manfredi Chiaramonte e vi avrebbe aggiunto
un 'torrione quadrangolare.
XV - la cinta muraria del castello viene rafforzata con nuove torri sia
quadrangolari sia circolari.
XV (fine) - Giovanni Antonio Barresi decide la costruzione di un terzo grandioso
edificio a poca distanza dal torrione trecentesco.
XVI (1526) - i lavori di costruzione del nuovo castello vengono ultimati da
Matteo Barresi. Si tratta di una costruzione di pianta rettangolare ad una quota
inferiore rispetto ai precedenti edifici.
XIX (1820) - durante i moti il castello viene saccheggiato e privato degli
infissi, degli arredi e delle armi della grande armeria.
XIX (1838) - terremoto; danni alle strutture.
XX (1912) - una commissione tecnica del Genio Civile di Caltanissetta, in
seguito ad un sopralluogo, consiglia agli ultimi proprietari, i Lanza di Trabia,
l'esecuzione di restauri che non sono stati mai realizzati.
XX (1938) - vengono costruite, all'interno e a ridosso del castello, le
strutture del serbatoio idrico comunale, provocando l'abbattimento di alcune
fabbriche antiche.
XX (seconda meta anni '90) - primi restauri.
Notizie storiche:
1091 - secondo la tradizione, Abbo I Barresi avrebbe costruito il castello su
una cresta rocciosa che domina un vasto territorio fino a Caltanissetta.
1150 ca. - "forte castello e valido fortilizio" - Idrisi, in Amari 1880-81, I,
p, 102.
1298 - il feudo passa ai De Verga; successivamente viene incamerato dal regio
demanio.
1320 - i Barresi riottengono il feudo ed il castello.
1571 - con la morte di Pietro Barresi il titolo ed il castello passano alla
sorella Dorotea che sposa Giovanni Branciforte, duca di Mazzarino.
1605 - Stefania Branciforte, erede del titolo e del castello, sposa Giuseppe
Lanza, duca di Camastra.
1812 - Caterina Branciforte concede al comune di Pietraperzia 1'uso dei piani
cantinati dell'edificio come carcere mandamentale: tale utilizzo che durerà fino
al 1906.
1837 - alcuni locali vengono adibiti a lazzaretto in occasione di epidemie.
1878 - il comune avanza richiesta ai nuovi proprietari, i principi Lanza di
Trabia, per la cessione del complesso monumentale.
1896 - il castello viene assalito durante la rivolta dei Fasci dei lavoratori
per liberare i detenuti.
1898 - sgombero delle carceri.
1910 - il castello viene nuovamente utilizzato come lazzaretto nel corso di una
epidemia di vaiolo.
Proprietà attuale: pubblica (Comune).
Uso attuale: complesso di ruderi architettonici aperto alia visita
(dietro prenotazione).
Stato di consistenza: edificio distrutto parzialmente. Ruderi
salvaguardati da recenti interventi di consolidamento.
Impianto planimetrico: il complesso castrale non ha una planimetria
unitaria essendo diviso in diversi corpi di fabbrica appartenenti a differenti
epoche storiche (dal XII al XVI sec.) ed impiantati a diverse quote. Anche le
planimetrie hanno subito tali distruzioni da rendere difficile, specie per
quelli più antichi, una loro ricostruzione organica.
L'unico edificio che si presenta con una riconoscibile planimetria unitaria e
regolare (un corpo rettangolare oblungo) e quello quattro-cinquecentesco.
Rapporti ambientali: la porzione più antica del castello posta sulla
cresta rocciosa domina il centro abitato ed un vasto teatro paesaggistico. Gli
edifici costruiti nel quattro-cinquecento sono stati invece raggiunti
dall'espansione del centro abitato cancellando cosi i vecchi rapporti di
distanza fra il borgo ed il castello. Notevole il danno provocato al fronte
d'ingresso dall'innesto dell'edificio moderno del serbatoio idrico. Il rapporto
paesaggistico piu integro e suggestivo è quello che si conserva sul versante che
guarda Caltanissetta, opposto a quello sul quale si sviluppa il centre abitato.
Qui sia le torri medievali, ormai squarciate, sia l'imponente fronte
dell'edificio quattrocentesco (con le sue finestre che si aprono nel vuoto) si
affacciano su di un ripido e selvaggio declivio costellato da rupi emcrgenti.
Descrizione: i ruderi architettonici del complesso castellano si trovano
ubicati grosso modo in tre collocazioni diverse (caratterizzate da sottostanti
antiche escavazioni artificiali) in dipendenza delle diverse epoche in cui sono
stati realizzati.
Sulla cresta del rilievo permangono i resti (ormai scarsi) del primo castello.
Più in basso la mole squadrata del torrione trecentesco ridotto quasi alla metà
del sue volume dal crollo di una sua porzione verticale. Parzialmente
riconoscibile la cinta con le sue torri circolari.
Infine la grandiosa costruzione palazziale quattro-cinquecentesca non rivela, a
colpo d'occhio, la sua concezione architettonica basata su una pianta
rettangolare oblunga con corte interna a cielo aperto a causa dei crolli che in
epoca recente l'hanno ridotta a più monconi. Anche alcune strutture moderne
(serbatoio idrico) hanno contribuito alla deturpazione dei vecchi corpi
architettonici. In alcuni ambienti sotterranei, identificabili come prigioni,
sono stati di recente rinvenuti interessantissimi graffiti: sono presenti scene
di caccia, esecuzioni capitali, forche e patiboli, imbarcazioni, volti e figure
umane, scritte, nomi, date (quelle leggibili si concentrano nel XVI secolo),
croci, stelle, uccelli.
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