CASTELLO DI ACICASTELLO (Acicastello - Catania)
Ogni
ipotesi di definizione cronologica e stilistica del manufatto architettonico è
resa ipotetica in ragione dei numerosi e ingenti interventi di rifacimento e di
restauro di cui è stata oggetto.
Giuseppe Agnello (1961) propone l'inserimento del castello di Aci
nell'ambito della cultura architettonica federiciana.
Il castello, eretto su un'immensa roccia basaltica a strapiombo sul mare per tre
lati, era posto a controllo della costa ionica catanese con particolari funzioni
difensive del golfo e della città di Catania.
Del castello, accessibile da terra solo da un lato e in passato attraverso un
ponte levatoio (oggi sostituito da un ponte in muratura), si conserva
soprattutto la torre principale (a pianta rettangolare); come le altre
strutture, essa è realizzata in pietra lavica.
Già nel 902 - Aci è ricordata come centro della resistenza bizantina contro
l'invasione musulmana (Ibn al-Athfr, in Amari 1880-81): la località fu occupata
ed i musulmani ne spianarono le fortificazioni gettando a mare le pietre delle
mura; non è però agevole identificare con certezza il sito dell'Aci di epoca
bizantina.
Nel 1092 - il castellum di Aci (da identificarsi quasi certamente, almeno
topograficamente, con il castello attualmente esistente) e le sue pertinenze
vengono dal gran conte Ruggero concessi ad Ansgerio, vescovo di Catania.
Nel 1150 ca. - Idrisi descrive Aci come "terra marittima di antica civiltà"
- (Idrisi, in Amari 1880-81).
Nel 1297 - il castello, tenuto da fedeli di Ruggero de Lauria che era stato
dichiarato nemico pubblico da Federico III, è sottoposto ad assedio e preso
dalle truppe regie; di esso è,detto che super ingenti saxo fundatum,
fluctibus maris spumantibus undis eluditir.
Nel
1300 è citato come terra e castello
Nel 1348 - insieme a Paternò, Aci rimane fedele a Blasco Alagona; nel castello
si era nascosto il tesoriere del duca Giovanni di Randazzo con un' ingente somma
di denaro.
Nel 1357 Aci è citatata come terra e castello
Nel 1409 - il castello, recuperato al demanio reale, è tenuto da un castellano,
un vice castellano ed una guarnigione composta da nove servientes ed un
portarius; l'armamento comprende quindici balestre e tré bombarde di cui
una di grandi dimensioni; era presente inoltre una viga di trabucu cum lu so
pernu di ferru ed il resto della carpenteria di un trabucco.
Nel XVI secolo (ultimo quarto) - nel castello risiedevano "un artigliere, il
castellano, un cappellano, quattro soldati stipendiati et altri quattro di
rispetto".
Sempre nel XVI secolo (ultimo quarto) - durante il comando del castellano don
'Pietro di Gravina, i guardiani' "anno cura di prigioni che stanno in detto
castello ed insieme fanno guardia per vascelli... sono catanesi et maritati
alcuni et alcuni scapoli, non tengono beni in nessuna parte" - (Spannocchi).
La proprietà attuale è pubblica (Comune) ed è adibito a museo e spazio
espositivo per manifestazioni temporanee.
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