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VoceCastelliProvincia di Catania Motta Sant'Anastasia
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CASTELLO DI MOTTA S.ANASTASIA (Motta S. Anastasia - Catania)

Castello di Motta S. AnastasiaUbicazione: centro storico, piazza Castello.
Localizzazione storica: Val Demone.
Cronologia delle principali fasi storico-costruttive: non precisabile con certezza per mancanza di documentazione; una lunga tradizione storiografica fà risalire la torre all'epoca della conquista normanna.
Notizie storiche:
1091 - la località è compresa nella diocesi di Catania e concessa al vescovo Ansgerio - Pirri 1733,1, p. 520.
1150 ca, - Idrisi ricorda Sant'Anastasia senza alcuna specificazione sul tipo di abitato - Idrisi, in Amari 1880-81,1, p. 109.
1168 - è ricordato il castrum Sancte Anastasie (Pirri 1733,1, p. 530) ma la menzione documentaria è più probabilmente relativa all'intero abitato fortificato piuttosto che non al solo fortilizio.
1250 - Federico II spoglia il vescovo di Catania dei beni, fra i quali Motta Sant'Anastasia - SMDS, VI, p. 240.
1268 - Motta Sant'Anastasia e documentata come terra -1 Registri, I, p. 189.
1327 - nuova attestazione come terra (terra moctae) - Ardizzone 1927, p. 108.
1336 - il toponimo del centro abitato è attestato nella forma attuale (Mocta Sancte Anastasie); è inoltre documentato il castello (arx) nella sua individualità - Michele da Piazza, p. 50.
1352-53 - mocta Sancte Anastasie e terra mocte - ivi, pp. 154, 179.
1356 - assedio della terra e del castello - Cosentino 1886, pp. 215,299.
1359 - Enrico Rosso conte di Aidone, gran cancelliere e grande ammiraglio del regno, signore di Motta stipula nel castello, il 14 agosto, una pace durevole con Artale Alagona - Russo 1967.
1408 - è barone di Motta Rancho Ruiz de Lihori che chiuderà nella cisterna del castello Bernat Cabrera dopo averlo catturato - SMDS, VI, pp. 240-241. 1455 - Motta Sant'Anastasia, tornata al demanio, viene concessa da Alfonso V a Ludovico de PereUos - ivi, p. 241.
1463 - prende investitura il figlio di Ludovico, Raimondo Perellos - ibidem,
1514 - Motta viene acquistata da Aloisio Sanchez, protonotaro del regno -ivi, p. 242.
1526 - viene acquistata da Antonio Moncada conte di Adrano e rimarrà feudo dei Moncada fino all'abolizione della feudalita - ibidem.
Motta S. AnastasiaProprieta attuale: pubblica (Comune).
Uso attuale: spazio espositivo e centro di informazione turistica.
Stato di consistenza: complesso architettonico conservato nelle parti principali.
Impianto planimetrico: torrione a pianta rettangolare e tracce di cinta esterna,
Rapporti ambientali: il castello, costruito sull'orlo di un'alta cengia rocciosa, aveva funzione di avamposto fortificato nei riguardi della piana e della citta di Catania dalla quale dista pochi chilometri; svolgeva altresì funzione di controllo dell'abitato posto in posizione subalterna.
Descrizione: il donjon di Motta (intorno al quale sussistono scarsi avanzi della cinta muraria che chiudeva altre costruzioni, in parte ancora esistenti nei primi anni del XX) presenta dimensioni minori rispetto a quelle di Paternò e di Adrano.
La pianta misura m 8,50 x 17 mentre in altezza raggiunge m 20. II torrione è impostato su una balza rocciosa lavica, Le murature sono realizzate in opus incertum di pietrame lavico mentre i cantonali sono realizzati in conci ben squadrati dello stesso materiale. Il donjon e diviso in altezza in tre piani illuminati da piccole aperture. Al pianterreno è la porta d'ingresso di non grandi dimensioni. Ai lati sono finestre rettangolari verosimilmente aperte in età moderna. Volte in muratura, solai lignei e muri di tramezzo non sono sopravvissuti alle trasformazioni e agli adattamenti cui il torrione e stato sottoposto.
Il collegamento fra i vari piani era assicurato con ogni probabilità da piccole scale addossate alle pareti e non collocate nello spessore dei muri, piuttosto contenuto (m 1,60) e certamente di gran lunga inferiore alla possanza dei muri nei donjons di Paternò e di Adrano.
La copertura conclusiva è costituita da una volta ogivale con arcata mediana di sostegno impostata su mensole. La terrazza presenta coronamento di merli (sette sui lati lunghi e due su quelli corti).
Probabilmente alla torre di Motta era attribuito un valore soprattutto militare-difensivo mentre la funzionalità residenziale sembrerebbe del tutto secondaria, in particolare a confronto con i non lontani donjons di Adrano e di Paterno.





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