CASTELLO DI DELIA (Delia - Caltanissetta)
Il
castello è costruito su una serra calcarea nell'area meridionale della valle del
Salso ed è ubicato a circa un chilometro dall'attuale abitato di Delia.
Lo sperone roccioso sul quale è costruito costituisce il basamento naturale
della struttura muraria. Numerose cavità naturali sono state utilizzate come
pozzi e cisterne per la conservazione di liquidi e aridi e, cessata la fase
d'utilizzo del castello, sono state riempite con materiali da costruzione e
manufatti ceramici in disuso.
La sua posizione, elevata rispetto all'ambiente circostante, permetteva il
controllo della sottostante vallata del torrente Gibbosi e della vicina via di
comunicazione tra Agrigento e Catania.
Si individuano quattro livelli, il primo dei quali non ha altezza costante ma
segue il pendio naturale con quote più basse a nord.
Il livello si mantiene più o meno omogeneo a sud e nel settore occidentale, dove
sono stati individuati due ampi vani, presumibilmente di servizio, posti su due
piani differenti e collegati da una porta della quale restano gli stipiti.
L'ingresso, coperto con volta a botte archiacuta, è ubicato nella parte
orientale.
Il secondo livello è quello del piano posto sopra la volta d'ingresso. A quota
del terzo, a nord, si conserva l'unico ambiente coperto del castello, nel quale
si aprono cinque feritoie: due ad occidente e tre ad oriente; il vano è concluso
da una volta a sesto acuto.
L'ultimo livello è caratterizzato sul fronte meridionale da un camminamento
merlato che conduce ad un ambiente absidato; a nord sono visibili i resti della
torre nella quale si aprono verso occidente quattro finestre.
Del secolo XI (?) - è la probabile fondazione del castello nel sito di un
insediamento di età preistorica.
Della fine del XII secolo è probabilmente un incendio che distrugge il primo
impianto del castello.
Nel 1300 - Nicolo Speciale cita il castello narrando un episodio di tradimento
durante la guerra del Vespro.
Nel 1366 - il castello, per privilegio di Federico IV, passa a Matteo
Chiaramonte.
Nel 1392 - rè Martino concede il feudo di Delia con il castello a Guglielmo
Raimondo Moncada.
Nel 1399 - Andrea Ortolano riceve in permuta il feudo e il castello di Delia da
Pietro Mazza, al quale erano pervenuti dal Moncada.
Nel 1596 - il secretus di Licata in una lettera indirizzata al viceré,
descrivendo il feudo di Delia dice che "...vi è nel centro di detto fegho,
sopra un monte, un castello antiquo forte di mano et dimostra, per ruina di
fabbriche antique essergli stata altra volta habitatione. Vi sono nel proprio
castello alcuni dammusi dove dimostrano essere state carceri...".
Nel 1597 - Gaspare Lucchese riceve lo jus populandi per abitare e
popolare il feudo di Delia.
Nella prima metà del secolo XIX - il castello è in rovina: "...rimangono
solamente alcune grotte e muraglie ad atrii appartenenti, e merli e avanzi di
torre rotonda, la quale sovrastava qual vedetta all'intero castello" - Amico
1855-56,1, p. 368.
Nello stesso secolo XIX - il castello, proprietà dei principi di Partanna, viene
inserito nell'elenco dei Monumenti Nazionali del Regno.
Nel 1878 - si effettua un primo restauro a spese del Governo.
Nel 1987 - la Soprintendenza BB.CC.AA. di Agrigento avvia i lavori di restauro e
consolidamento.
Nel 1996 - viene completato il consolidamento, il castello è reso fruibile
tramite la realizzazione di percorsi pedonali.
I resti fuori terra consentono una lettura ricostruttiva generale dell'impianto
a pianta rettangolare con orientamento nord-sud.
La proprietà attuale è pubblica.
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