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CASTELLO DI SALEMI (Salemi)

Castello di Salemi - foto storicaUbicazione: centro urbano, piazza Alicea.
Localizzazione storica: Val di Mazara.
Cronologia delle principali fasi storico-costruttive:
VI - XI - possibili preesistenze.
XII (1150 ca.) - esistenza di un castello citato da Idrisi - Amari 1880-81,1, p. 90.
XIII (primo quarto, 1224-1225 ca.) -impianto del castello nella sua attuale configurazione.
XIII (1239 ca.) - realizzazione del torrione cilindrico.
XIV (primo quarto ?) - sopraelevazione dei vani di estremità del salone rettangolare.
XVII - piccoli interventi di adeguamento.
Notizie storiche:
VI-VIII/IX-XI - probabile esistenza di una struttura fortificatoria di età bizantina o quanto meno d'età islamica, verosimilmente ristrutturata in età normanna.
XII - prima attestazione documentaria: Idrisi descrive Salemi come "grosso casale" cui "sta a cavaliere un castello e fortalizio, eccelso per sito" (il termine arabo e hisn) - Amari 1880-81, I, p. 90.
XIII - la struttura organizzativa, i caratteri planimetrici, le tecniche costruttive usate e le configurazioni formali piu evident!, mostrano un edificio pertinente all'età sveva o quanto meno riassettato in età sveva. L'architettura gotica di tipo cistercense di età federiciana sembra avere influenzato tale riorganizzazione, anche se 1'impianto sembra il frutto di una risistemazione per parti avvenuta in un tempo relativamente breve (50-70 anni) di un edificio fortificato gia esistente. A tale periodo fanno riferimento la tecnica costruttiva e quasi tutti gli elementi stilistici più evidenti e degni di nota.
XIII (seconda metà) - forse sotto il regno di Manfredi vengono realizzate le volte a crociera con costoloni e conci di chiave scolpiti.
Salemi1296 - Federico II d'Aragona vende il castello e la terra di Salemi a Blasco Alagona - Cammarata 1993, p. 21.
XIV (primo quarto ?) - realizzazione del corpo di guardia esterno al castello, cioè un vano con copertura lignea su mensole scultoree oggi demolito e del quale restano, tra il muro sud-ovest e la torre quadra sud, le tracce della volta a botte sorreggente il pavimento del vano nonchè alcune mensole ancora in situ appartenute al solaio di copertura. XIV (seconda meta ?) - sopraelevazioni dei vani di estremità dell'antico salone rettangolare.
1314 - il territorio della città, inutilmente assediata dalle truppe di Roberto d'Angio, viene messo a ferro e fuoco,
1359 - Riccardo Abbate, signore di Trapani, fedele ai Ventimiglia e a Federico III d'Aragona, chiamato da alcuni notabili occupa la città di Salemi nel nome del re. Durante la notte, la città che lo aveva accolto al grido di "viva Federico!", a seguito di un equivoco e seguendo il partito chiaramontano, inneggia al re Luigi di Napoli. Nel corso del tumulto che ne seguì, l'Abbate perde la vita mentre il partito dei Ventimiglia scaccia i chiaramontani; la citta "nel corso di poche ore, accolse e caccio 1'uno e 1'altro re" - Fazello, p. 648.
1392 - la regina Maria e i due Martini, soggiornano nel castello nel corso del viaggio da Trapani a Palermo.
1411 (nov. 11) - i rappresentanti delle universitates di Trapani, Marsala, Mazara, Monte San Giuliano, Castelvetrano e Partanna sottoscrivono un accordo a favore della regina Bianca di Navarra, vicaria del Regno, e contro Bernart Cabrera.
XVI - XVII - il castello viene comunemente denominate 'casa Giuratoria' poichè sede di rappresentanza del baiulo e dei giurati.
Castello di Salemi1629 - con una solenne cerimonia svoltasi sembra nelle sale del castello, la citta invia al re Filippo III di Spagna alcuni delegati incaricati di offrire 14.000 scudi in cambio della promessa di salvaguardia della propria demanialita.
1653 - il castello viene acquisito dal sacerdote Bruno, quale garanzia di un prestito fatto all' universitas di Salemi. E' in questo periodo che viene realizzato il balcone a petto con balaustra nella torre quadra sud ampliando il vano di una feritoia e, forse, anche il crollo della torre quadra nord la quale, rovinando, ha quasi certamente trascinato con se il corpo di fabbrica addossato al muro nord-est di cui restano in sito alcune finestre al primo piano. Crollata la torre, l'angolo viene risarcito con un edificio che viene a collegare i due muri nord.
XVIII - il castello, ormai in mani private, perde sempre piu di interesse.
1789 - viene costruito il carcere in piena piazza, addossato all'edificio medievale.
XIX - l'edificio subisce un lento decadimento giacchè proprieta privata passata ai Mazzarese-Fardella ed ai conti Pepoli di Trapani, troppo lontani per avere qualunque tipo di interesse verso il castello. La comunità locale, intenta un processo di rivendica del suo possesso che si concluderà agli inizi dell'attuale secolo con il pagamento di un risarcimento ai privati proprietari.
1860 - a tre giorni dallo sbarco in Sicilia, G. Garibaldi, dichiarando la dittatura in nome di Vittorio Emanuele II, darà inizio il 14 maggio all'Unità d'Italia; in cima alla torre tonda del castello è per la prima volta innalzata la bandiera tricolore italiana - Cammarata 1993, p. 46.
XX secolo - il Comune, in possesso del castello, inizia una lenta opera di bonifica con demolizioni a tappeto. Negli ambienti meglio conservati viene allocata la Biblioteca comunale 'San Corleo'.
1934 - viene realizzato il serbatoio idrico comunale nel sito dove prima era la torre quadra crollata demolendo 1'edificio sorto in sua sostituzione.
1959-1960 - in occasione dei festeggiamenti del centenario dello sbarco dei Mille ebbero inizio alcuni lavori di restauro spesso discutibili, i quali hanno portato all'isolamento della fabbrica che venne epurata da ogni superfetazione. Tale operazione e stata eseguita secondo un'idea precostituita in base a preconcetti archetipici, volti alia ricerca della fabbrica 'originaria', senza alcuno studio storico-artistico e/o documentario.
1968 - dopo il terremoto l'edificio fù evacuato ed abbandonato.
1989-1990 - lavori di restauro nella torre sud-est, nel vano sud del salone rettangolare e nella sua sopraelevazione.
1999-2000 - lavori di restauro nella torre est, nel vano est del salone rettangolare e nella sua sopraelevazione.
Castello di SalemiProprieta attuale: pubblica (Comune).
Uso attuale: nessuno (lavori di restauro in corso).
Stato di consistenza: complesso architettonico conservato nelle parti principal!.
Impianto planimetrico: forma trapezoidale irregolare; articolato; a corte.
Rapporti ambientali: è ubicato alla sommità della collina su cui sorge la città di Salemi, di cui costituisce il margine superiore di un impianto urbanistico del tipo a strigas di eta ellenistica, con strade ortogonali. Il castello ha un impianto leggermente ruotato in direzione nord-est/sud-ovest rispetto agli assi nord-sud della città ed occupa un lato della piazza Alicea, detta nel XVII-XVIII secolo della "casa Giuratoria', Sulla piazza prospettava la chiesa madre (XIV secolo) che venne ampliata su progetto di Mariano Smiriglio (XVI secolo) fino ad occupare quasi la metà dell'invaso pubblico. La piazza, di impianto pressoche rettangolare, una volta demolita la chiesa a seguito del sisma del 1968, ha ripreso la volumetria originaria.
Collegate al castello erano alcune strutture murarie, recentemente demolite, che facevano parte del circuito murario medievale cittadino, in cui si apriva la vicina e sottostante 'Porta Ghibli', ormai scomparsa, il cui nome si conserva ancora nell'antica via di accesso alla piazza. Altre torri, stante alle fonti ottocentesche, quali la vicina torre campanaria medievale della chiesa madre e la torre della chiesa di Sant'Antonino formavano un'estensione del complesso sistema di avvistamento in difesa della citta. La notizia appare alquanto dubbia se non riferita al pieno XIV secolo, quando viene realizzata la chiesa e forse il campanile. Tunavia, va notato che nessuna delle due torri supera in altezza il terrazzo sommiitale del torrione cilindrico, ancora oggi il punto piu alto della città. La leggendaria contemporaneità costruttiva del castello di Salemi con quelli di Settesoldi (distrutto) e di Mokarta (ruderi), sembrerebbe priva di fondamento, cosi come lo e la loro rispettiva corrispondenza visiva. Altrettanto infondata è l'altra rete di relazioni visive, accreditata localmente, con i castelli di Calatafimi e di Calatabarbaro (Segesta). Il castello si relaziona soltanto con la costa sud-occidentale e con il centro di Mazara del Vallo; verso nord solo con il castello di Monte Bonifato (Alcamo).
Castello di SalemiDescrizione: l'edificio, nella forma unitaria e articolata giunta fino a noi, ha una corte quasi rettangolare cinta da muri su tre lati (nord-ovest, nord-est e sud-ovest) e da un edificio abitativo lungo il lato sud-est, un salone originariamente rettangolare tripartito in un secondo tempo; l'angolo nord è occupato da un corpo edificato ad un solo piano fuori terra, realizzato negli anni '30: il serbatoio idrico comunale. Il castello possiede tre torri angolari, una tonda (ovest) e due quadre (est, sud); una quarta torre (quadra?) esistente nell'angolo nord è probabilmente crollata nel secolo XVII. Nell'angolo tra la torre quadra maggiore (est) in pietra concia ed il muro esterno sud-est in opera incerta, si individua un tessuto murario che per la tecnica usata rimanda ad edifici di eta normanna o islamica, pur non escludendo l'età bizantina. La configurazione è semplice ed unitaria, nonostante le sopraelevazioni dei due vani laterali del salone rettangolare abbiano sminuito la forza svettante delle due torri quadre che, in origine, superavano in altezza tutte le fabbriche vicine.
In eta aragonese, furono quasi certamente edificate le sopraelevazioni viste in precedenza ed almeno altre due, oggi scomparse, e cioe un corpo a due elevazioni lungo il muro nord-est ed un corpo di guardia aggiunto all'esterno del recinto. In eta non meglio precisata furono realizzati altri due stretti corpi rettangolari addossati ai muri nord-ovest e sud-ovest, dei quali non resta alcuna traccia. Il prospetto su piazza Alicea è costituito da un muro cieco ad opera incerta rinserrato tra due torri quadre aggettanti, sottolineato da tre feritoie sommitali incompiute e da due finestre tarde, una delle quali e una bifora retta, in corrispondenza della sopraelevazione del vano sud. Le torri quadre sono dei veri e propri prismi sovrapposti a sezione decrescente in pietra concia per circa meta dell'altezza e ad opera incerta nella parte superiore. II prospetto sud-ovest, contenente l'ingresso, e caratterizzato dalla presenza di una delle due torri quadre (la minore) e dalla torre cilindrica che inquadrano il portale di accesso al castello. La torre quadra presenta un balcone a petto con balaustra seicentesca al posto di una feritoia.
La torre cilindrica, figurativamente composta da tre cilindri sovrapposti a sezione decrescente, e ad opera incerta con due cinture in pietra concia che sottolineano i passaggi da una sezione all'altra, bucata solo da strette feritoie e da finestre rettangolari, a volte con feritoie nel davanzale. In sommita delle torri e un coronamento di merli rettangolari (in gran parte di restauro) con feritoie assiali. L'ingresso al castello e costituito da due archi acuti di diversa ampiezza, posti sullo stesso asse, separati da due fenditure entro cui scorreva la saracinesca; l'ingresso era difeso all'esterno da un corpo di guardia aggiunto nel XTV secolo, un vano rettangolare (m 7,30 x 3,30} con copertura lignea su mensole scultoree (restano in sito alcuni esemplari), demolito negli anni '60 nel corso dei lavori di restauro. Dei prospetti esterni, segnati quasi sempre da feritoie, il prospetto sulla cone e sottolineato da una originale simmetria data da due bifore cistercen-si (una e di recente restauro), poste ai lati di un portale architravato, previsto in origine ad arco acuto. II medesimo prospetto era segnato da alte monofore sottolineate dal perimetro in conci di calcarenite scura, inutilizzabili a seguito dell'immissione delle bifore ed obliterate dall'introduzione delle volte reali interne in sostituzione del precedente solaio in legno. Le torri possiedono volte archiacute poggianti su costoloni diagonals e perimetrali mentre quelle degli ambienti abitativi sono reali in pietra, quasi sempre scandite da archi trasversi poggianti su mensole a doppio quarto di cerchio, privi di funzione portante. Nel vano sud del corpo abitativo e nei vani di accesso alia torri quadre, non-che nel vano superiore del torrione cilindrico, sono ubicati dei piccoli vani latrina autonomi, con condotta di espulsione verso l'esterno oltrechè, in un caso, di una piccola feritoia. I tre vani del salone rettangolare presentano piccoli focolari dotati di canna fumaria. Frequenti sono poi in tutti i vani dei piccoli ripostigli cubici alle pareti, usati originariamente come armadi-dispense.
Nella corte era presente un pozzo collegato ad una cisterna avente uno sbocco all'esterno tramite un canale di incerta utilizzazione. Alcune soluzioni planimetriche e quelle figurative degli elementi strutturali che decorano l'edificio fortificato, sono utili per la datazione delle fasi di vita del castello e in particolare:
a) torrione cilindrico con tre vani sovrapposti; il primo circolare e gli altri due a pianta ottagonale; la copertura del piano inferiore e una volta a calotta con due costoloni ortogonali; queUe dei piani superiori sono volte ombrelli-formi a sesto acuto, con costoloni a sezione trapezoidale che si staccano, in alcuni casi, da mensole piramidali;
b) in due casi (torri quadre est ed ovest) i costoloni trasversi presentano una chiave scultorea (croce commissa e girandola);
c) nel vano al piano del cortile della torre quadra est, i costoloni trasversi sono sorretti da esili colonne angolari intagliate nella tipica pietra locale, denominata 'campanella';
d) scala di comunicazione tra due vani sovrapposti della torre quadra sud; il primo tratto all'esterno del grosso murario, nel primo tratto era a due rampe ad angolo retto su mensole a cuscino o a doppio quarto di cerchio;
e) portali di ingresso archiacuti e ad arco scemo;
f) iscrizioni di eta sveva negli architravi delle finestre superiori della torre cilindrica;
g) struttura concia delle due torri quadre con conci lunghi (cm 155 x 32 x 50);
h) bifore archiacute con colonnina cistercense nel prospetto sulla corte; i) bifore architravate con colonnina nelle sopraelevazioni del salone e, nel vano superiore della torre est, con mensola-tegola superiore aggettante all'esterno;
j) finestre con vano dotato di sedili laterali e piu volte di una feritoia nel davanzale;
k) alte feritorie per il tiro con le balestre aventi estremità a staffa o a coda di rondine.
Per meglio chiarire le relazioni tra le parti e gli avvenimenti accaduti intorno al castello è bene sottolineare quanto segue: per analogia con la basilica del Murgo di Lentini (SR), intorno al 1224-1225 andrebbe collocata la costruzione della torre quadra est e, probabilmente, la torre quadra sud, nonchè il muro nord-est; al 1239 circa, per analogia con gli ambienti e con le torri tonde del castello Ursino di Catania, il torrione cilindrico di Salemi; andrebbe ricondotto infine ad eta normanna, pur senza alcun tipo di riscontro oggettivo e usando con le dovute cautele l'argomento ex silentio, la terza torre quadra nord, crollata probabilmente nel XVI-XVII secolo. L'impianto ipotizzaro nella sua complessità, troverebbe riscontri fattivi in altre architetture di età sveva dell'Italia meridionale (ad esempio il castello di Manfredonia, con un rapporto invertito di tre torri tonde ed una quadra) e, in Sicilia, nei castra di Marsala (XII-XIII secolo) e di Ypsigro (XIV secolo), cioe 1'odierna Castelbuono, dove i castelli hanno un impianto quasi trapezoidale l'uno e rettangolare 1'altro, con tre torri quadre ed una tonda.
Numerosi sono infine i vistosi rifacimenti dei restauri effettuati dagli anni '60 ai nostri giorni privi di uno studio storico, stilistico e tipologico attendibile, hanno contribuito a trasfigurare il complesso che nonostante ciò conserva ancora vistose tracce di instabilità statica (cinture in ferro provisionali nel torrione cilindrico sono state apposte dopo il terremoto del 1968 e non sono state ancora rimosse) e degrado corticale della pietra sostituita in alcuni casi da un tessuto murario stile anni '50, indifferente rispetto alla tecnica originaria. Nel complesso. tuttavia, lo stato di conservazione è buono.



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Castello di Salemi - Dopo il restauro



Castello di Salemi - dopo il restauro.

Castello di Salemi - foto storica



Castello di Salemi - Foto storica.



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CASTELLO DI SALEMI (Salemi - Trapani)

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